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Barga, antico castello cinto di mura, con tre porte di accesso, fu più volte, dal 1200 al 1360, assediato dai Lucchesi e Pisani e, nel 1436-37, dai mercenari del Piccinino al soldo dei Visconti di Milano, in guerra contro Firenze alla quale Barga apparteneva fin dal 1341. Barga e il suo territorio seguirono le sorti dello Stato Fiorentino fino al 1859. A differenza degli altri castelli della Lucchesia, Barga, in tutti i tempi, anche sotto la protezione di Firenze, fu governata da un corpo elettivo. Questa sua indipendenza e fu riconosciuta dalla contessa Matilde di Canossa, Margravia di Toscana e riconfermata dall’imperatore del Sacro Romano Impero Federico I. il colle sul quale è sorta Barga, la cui origine è storicamente imprecisabile, si chiama “Remeggio”. Le strade ed i vicoli obbediscono alle esigenze topografiche ed a quelle difensive in tempo di guerra. Le vecchie case, più volte restaurate,. attorno alla Rocca (Arringo), possedevano all’interno orti giardini e pozzi per attingere l’acqua potabile e per raccogliere quella piovana. Il Castello di Barga, per la sua ubicazione, fu durante l’alto Medio Evo e fino agli albori del XX sec., importantissimo centro commerciale essendo unito a Firenze attraverso un passo della montagna pistoiese. La volontaria sudditanza di Barga alla Signoria di Firenze era compensata da molti privilegi tra i quali l’esenzione delle imposte (gabelle) sui generi d’importazione e di esportazione. La ricchezza commerciale ed industriale di Barga trova riscontro nei suoi imponenti palazzi di stile rinascimentale. I più importanti sono: il Palazzo dei Conti Pancrazi, attuale sede dell’Amministrazione Comunale; il Palazzo del Vescovo Balduini; il Palazzo dei Marchesi Angeli, il Palazzo Tallinucci. Altri palazzi dell’epoca fiancheggiano Via di Mezzo che da Porta Reale giunge, attraversando tutto il Castello, fino a Porta Macchiaia. Il Palazzo dei nobili Bertacchi ospitò in epoche diverse i Granduchi di Toscana. A metà di Via di Mezzo si trova il Teatro dei Differenti costruito nel 1600, ampliato nel 1700 con tre ordini di palchi. Sulla facciata del Teatro una lapide in marmo ricorda il discorso “La Grande Proletaria si è mossa” che Giovanni Pascoli pronunciò il 26novembre1911. Il Duomo La Chiesa è stata costruita in quattro tempi diversi. La primitiva costruzione risale avanti il Mille. Nel XII secolo venne effettua to un primo ampliamento in stile romanico seguito dopo circa due secoli, da un secondo. Con la realizzazione delle due cappelle e del coro (1500-1600) si ha il terzo ampliamento che completa la definitiva costruzione del tempio. La facciata attuale, che fu già uno dei fianchi della Chiesa, ha una bellezza suggestiva. E’ in assimmetriche bozze di travertino, detto “albarese di Barga”. Fra 1927 e 1939 quando a cura dello Stato e di sostanziali donazioni degli emigranti furono intrapresi radi cali lavori di consolidamento, le bozze vennero ad una ad una rimosse, numerate e rimesse a posto. La porta maggiore è sovra stata da un arco scolpito a foglie di acanto con un architrave a bassorilievo raffigurante una scena vendemrniale. E’ fiancheggiata da due colonne, alla sommità delle quali si vedono due leoni simboleggianti la forza della fede. L’interno è a tre navate; l’ingresso appartiene alla primitiva chiesa del IX° sec. A destra il fonte battesimale in marmo bianco intarsiato. La Chiesa a metà è divisa trasversalmente da plutei di lastre di marmo rosso e bianco intarsiato. Il pulpito si ritiene ideato ed eseguito da Guido Bigarelli da Como (XIII sec.). La cassa rettangolare è decorata a bassorilievo con scene del Vecchio e Nuovo Testamento e sorretta da colonne di stile corinzio, ad eccezione di una con simboli ed allegorie medioevali. La cappella del SS. Sacramento è ornata con opere della Scuola dei Della Robbia. L ‘Arringo In fondo a sinistra del Duomo, è il Palazzo Pretorio, residenza dei Commissari e Podestà inviati a Barga dalla Signoria di Firenze. Sotto la Loggetta sono murati numerosi stemmi dei Governatori di Barga. Sul muricciolo della scala che conduce alle sotterranee prigioni, sono visibili le unità di misura di quei tempi: lo staio, il mezzostaio, il braccio barghigiano. Dalla sommità dell’arringo (m. 408 sul mare) il visitatore può ammirare un meraviglioso panorama. Di fronte la catena delle Apuane e a tergo il crinale tosco-emiliano dell’Appennino. La torre campanaria scandisce il battere delle ore che ispirarono al Poeta Giovanni Pascoli la lirica:“L’ora di Barga”. Il Palazzo Pretorio è oggi sede del “Museo Civico del Territorio di Barga” dove si trovano reperti, storia e illustrazioni riguardanti gli aspetti geologici, paleontologici e archeologici della comunità barghigiana. |
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BARGA |

