HOTEL TRE CASTELLI


Vai ai contenuti

COREGLIA ANTELMINELLI

GARFAGNANA

Superato Ghivizzano, centro incastellato che conserva parte delle mura e una torre quadrata forse del sec. XIV, è d’obbligo una deviazione per il bel paesino di Coreglia Antelminelli.
Antico feudo dei Rolandinghi, signori della bassa Garfagnana, venne trasformato in roccaforte dagli Antelminelli di Ghivizzano. E proprio in ricordo del dominio degli Antelminelli un Regio Decreto del 21 dicembre deI 1862 optò per il nome attuale.
Il nucleo centrale di Coreglia conserva ancora, almeno in parte, l’aspetto della fortezza medievale. Sono presenti edifici religiosi e civili di un certo valore, come e due chiese romaniche di S. Martino (IX secolo) e di S. Michele (XII secolo), la imponente torre campanaria del secolo XI, i vari palazzotti signorili e il Forte.
Ma l’interesse di Coreglia Antelminelli è accresciuto dalla presenza nel paese di un particolarissimo museo, il ‘Museo della figurina di gesso e dell’emigrazione”, ospitato nel bel Palazzo Vanni, che espone e racconta in numerose sale la storia e l’attività dei “figurinai’, artigiani/emigranti di questi luoghi che. di padre in figlio, hanno tramandato fino ai nostri giorni l’arte del gesso.
Il periodo d’oro di questa attività si ha nell’Ottocento quando non solo Coreglia. ma anche altri centri come Tereglio, producevano in abbondanza figurine che poi venivano vendute in tutto il mondo.
Londra, Parigi, le Americhe e persino estremo Oriente erano toccati da questi ambulanti organizzati in compagnie che, come bagaglio, avevano soltanto un po’ di gesso e qualche “stampa bona” per riprodurre le proprie opere, Passeggiando per le stradine del paese è possibile tuttora vedere sulle finestre delle fabbriche di statuine, Madonne, personaggi di presepe, salvadanai di varia forma ad essiccare al sole.
E se si entra in una di queste piccole aziende con cortesia si può, non soltanto acquistare qualche pezzo, ma anche assistere alle varie fasi del lavoro, mantenutosi negli anni in gran parte simile a quello svolto dagli antenati degli odierni “figurinai”.
Molte iniziative culturali e folcloristiche animano il piccolo comune: oltre a varie feste patronali e sagre, sono degni di nota il Premio letterario di poesia vernacola toscana “Gino Custer De NobiLi” e il premio di poesia In lingua italiana ‘Augusto Mancini”; particolarmente suggestive, la sera del 5 gennaio, le “cantate di Befana”.



Torna ai contenuti | Torna al menu